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LE NUOVE FRONTIERE DEL TRANSUMANESIMO TRA CATTIVA SCIENZA E FANTASCIENZA

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Una breve riflessione all'intervento del Prof. Aldo Spallone al Seminario del GdR Neurobioetica dell'APRA sul possibile trapianto di testa che il Dott. Sergio Canavero effettuerà in Cina a fine anno.

DeUniverso ha seguito per voi l'ultimo incontro di quest'anno accademico del Gruppo di Neurobioetica dell'APRA guidato dal Prof. Alberto Carrara durante in quale è stato presentato sommariamente il programma delle attività del prossimo anno.

Il tema interdisciplinare scelto per il prossimo anno sarà il transumanismo. Attraverso una serie di seminari il Gruppo di Ricerca rifletterà sulle nuove frontiere nella neuroscienza dal trapianto di testa all'identità personale, dai diritti umani all'escatologia. Proprio il secondo seminario del mese di ottobre vedrà la partecipazione di neurochirurghi che rifletteranno sulle reali possibilità di un "trapianto di testa" e gli effetti che un fatto del genere possa implicare sul piano etico.

Vi riportiamo un interessante commento, proposto durante l'incontro, del Prof. Aldo Spallone, Neurochirurgo, che in parte anticipa il contenuto del prossimo seminario. Nel suo intervento il neurologo offre alcune linee critiche sulla sensazionale notizia riportata da mezzi di comunicazione del tentativo alla fine del 2017 del primo "trapianto di testa" fatto su un essere umano.

Le principali testate giornalistiche hanno ripreso quanto annunziato a livello internazionale su alcune riviste scientifiche e prestigiose da parte nel neurochirurgo italiano il Dott. Sergio Canavero.

Non è il primo tentativo al mondo di trapianto di testa. Il primo esperimento in questa direzione risale al 1954 da parte del russo Vladimir Demikhov. Le prime vere e proprie ricerche sul piano sperimentale, tuttavia, risalgono al 1970 ad opera del chirurgo americano Robert White.

Canavero a partire dal 2013 con diverse pubblicazioni a carattere scientifico ha riproposto la medesima sperimentazione, ritenendo i tempi maturi per tentare un intervento sull'essere umano.

Sembra che sia stato già trovato un volontario. Si tratta di Valery Spiridonv, 30 anni, russo, tetraplegico. L'intervento chirurgico dovrebbe svolgersi in Cina presso l'Harbin Medical University con la collaborazione del neurochirurgo Xiaoping Ren che ha già eseguito dei test su più di 1.000 topi per la durata di oltre 10 ore.

La notizia, così come è stata presentata dai promotori, ha suscitato non poche perplessittà sia sull'efficacia del esperimento sia sulla sua eticità.

Il prof. Aldo Spallone nel suo intervento al Gruppo di Neurobioetica ha evidenziato che le dichiarazioni del Dott. Canavero a tutt'oggi non sono supportate da una fattiva sperimentazione. L'intervento al quanto delicato richiederebbe la presenza di numerosi e bravi neurochirurghi capaci di intervenire in microchirurgia.

Le perplessità oltre che sul piano scientifico si possono muovere anche sul quello più generale di ordine etico. Il dontatore del corpo dovrebbe essere un detenuto condannato alla pena capitale in Cina.

C'è da chiedersi se in ordine alla ricerca scientifica non si debba avere un'etica della conoscenza che ponga al centro l'individuo. Infatti, prima ancora delle implicazione di ordine antropologico sul trapianto occorrerebbe riflettere sui soggetti coinvolti (volontario e donatore).

La riflessione sul consenso informato relativo ad una duplice categoria di soggetti vulnerabile incide su un nervo scoperto della sperimentazione scientifica che in nome dell'uomo futuro sacrifica gli individui vive e vegeti. Fino a che punto la ricerca scientifica può spingersi, sacrificando la dignità ed il valore del corpo umano di un essere vivo? Si tratta di un bene di cui si può veramente disporre?

La perplessità rimane soprattutto quando vengono coinvolti soggetti vulnerabili: pazienti tetraplegici o con altre patologie gravemente debilitanti il sistema motorio; persone provenienti da contesti sociali, culturali, politici che esplicitamente o implicitamente limitano di fatto l'esercizio pieno di quanto stabilito nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sancita dall'ONU fin dal 1948. C'è da chiedersi chi può stabilire la linea di demarcazione tra vera sperimentazione scientifica e selezione eugenetica?

 

By Daniele D'Agostino, Copyright DeUniverso © 2017.