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Dom, Set
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L'ETICA DELLA CONOSCENZA: "QUEL REALE" MAESTRO DI VITA

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Una breve nota all'etica della conoscenza tra realismo ed anti-realismo.

Ritengo che sia possibile una visione armonica, che unifichi, nella distinzione analogica, la portata realistica, e quindi la verità, delle  scienze empiriche e della ragione teologica naturale, disponendo in tal modo alla novità ed alla realtà della fede.

Prima ancora di ragionare è opportuno soffermarsi sull'attegiamento che occorre avere dinanzi al reale.

La conoscenza è un bisogno essenziale dell’uomo, costitutivo del suo spirito, necessario come, e forse più, dello stesso cibo.

Si dice tradizionalmente, e mai cosa è stata più vera, che nell’incontro con il reale l’uomo prova una meraviglia, che lo spinge ad accostarvisi. Molti sono però i modi e gli atteggiamenti che può tenere. Proporre un’etica della conoscenza  significa dire quale sia l’atteggiamento giusto.

Le persone e tutti gli esseri viventi, come il mondo fisico nelle dimensioni mesoscopica o microscopica o cosmologica, esigono in ogni caso forme, pur diverse, di rispetto. Il reale è il maestro che ci è dato naturalmente e, dinanzi ad esso, il ricercatore deve rifuggire da ambizioni di dominio e adottare un atteggiamento di umiltà.

Solo in tal modo potrà al meglio realizzare forme di partecipazione, vale a dire di unità, che possano soddisfare le sue più intime esigenze di realizzazione. Una visione realista della conoscenza adeguatamente intesa e praticata non può avvenire che sotto il segno dell’umiltà, della saggezza, dell’apertura di spirito.

Bisogna ricordare che il protagonista dell’impresa conoscitiva è sempre l’uomo, essere composto di corpo e anima e spirito. È questo essere, limitato prospettico storico, ma al tempo stesso capace dell’infinito, dell’ assoluto, dell’eterno a trovarsi dinanzi un mondo che si rivela, “misteriosamente”, intelligibile (cfr. Einstein).

È sempre l’uomo che mira a "Quel Reale" che si nasconde e si manifesta (Vere tu es Deus absconditus). È sempre l’uomo che mal tollera frammentazioni, se non provvisorie, nel suo sapere. È sempre l’uomo che scopre di vivere con il reale esterno una profonda unità, per il fatto di condividere l’essere, pur secondo livelli diversi.

È a "Quel Reale" che l'uomo di ricerca volge lo sguardo con umiltà avendo davanti a sè il Maestro della propria vita.

By Fernando Di Mieri, Copyright DeUniverso © 2017.