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BRAINFORUM 2016: IL MOSAICO DEL CERVELLO UMANO

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Apriamo questo resoconto sul Brainforum 2016 con le medesime parole usate dalla protagonista di questo evento la prof.ssa Daphna Joel, ricercatrice dell'università di Tel Aviv:

"Non esistono cervelli maschili e femminili, ognuno di noi è un mosaico unico".

Avevamo già segnalato l'iniziativa tra gli eventi selezionati per il mese di maggio. Adesso ne offriamo una sintesi ed un commento.

Affascina questa parola "mosaico" ma ancor di più "unicità" attribuite al cervello: capolavoro della natura umana. Continuando con le parole di Joel "Tutti i cervelli hanno sia caratteristiche maschili che femminili, c'è molto rosa nell'azzurro, e molto azzurro nel rosa".

Cerchiamo di entrare nel merito della riflessione della ricercatrice israeliana guardando il complesso ragionamento interpretativo che vi sta dietro l'analisi dei dati della sua ricerca. I cervelli delle donne e degli umani sono differenti?

1. METODICHE DELLA RICERCA.
La risposta a questa domanda è possibile compierla attraverso un attenta analisi: da un livello microscopico (cromosomico, genetico, molecolare, sinaptico, organizzativo delle cellule neurali e delle reti neurali) ad uno macroscopico (morfologico dell'organo del cervello ed, infine, psichico-corpereo dell'individuo umano...).

Questo processo è un lavoro non semplicemente statistico ne tanto meno realizzabile da un solo individuo o gruppo di ricercatori in una specifica area scientifica. Si tratta di un lavoro di gruppo multidisciplinare con al meno un approccio cooperativo ed in continuo dialogo con la comunità scientifica.

Infatti, ogni livello di ricerca ha un proprio approccio epistemico sia sul piano dei metodi e degli strumenti d'indagine che teorici o teoretici. Pensiamo, inoltre, alla possibilità di reversibilità dei diversi processi interpretativi dei dati o del cambiamento dei risultati del dato stesso misurato attraverso sofisticate tecniche manipolative del fenomeno osservato.

In estrema sintesi, con queste poche battute si intende evidenziare la complessità dei diversi livelli d'indagine. In parole semplici, il lavoro del genetista è ben diverso da quello dello psicologo che a sua volta è ben diverso dal neuropsichiatra od ancora di più del neuroscienziato in generale. Ognuno di essi ha un approccio differente d'indagine dei diversi livelli.

Il lavoro di Joel si orientato ad un livello morfologico con un'analisi di tipo statistico. Joel, insieme al suo gruppo di ricerca, ha postulato l'ipotesi-tesi che, per dimostrare l'esistenza di un "Cervello maschile" ed un "Cervello femminile", è necessario condurre un'indagine che mostri la presenza di un forte "disformismo" sessuale tra i cervelli dei due sessi.

Un'indagine del genere dovrebbe arrivare ad una duplice verifica. Da un lato, evidenziale la scarsa sovrapponibilità morfologica di un cervello maschile con quello femminile; dall'altro lato evidenziare caratteristiche di "coerenza interna" ossia cervelli che abbiamo solo caratteristiche maschili o femminili.

La ricerca di Joel si è realizzata in diversi anni di studi. Un importante risultato della sua indagine l'ha portata alla ribalta della notorietà della comunità scientifica avendo offerto un importante tassello alla ricerca scientifica di falsificazione dell'ipotesi di un forte "dismorfismo" sessuale del cervello umano.

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2. RISULTATI DELLA RICERCA.
Questo risultato si è ottenuto con l'indagine compiuta da Joel e dai suoi colleghi su un campione di 1.400 soggetti con la scansione del loro cervello con la tecnica della risonanza magnetica. I dati sono stati raccolti da quattro diversi database.

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(immagine: risonanza magnetica del cervello umano, copyright dreamstime.com)

Dall'incrocio statistico di questi dati è emerso un primo dato importante. Identificando le regioni che mostravano la più ampia differenza tra i due sessi, ci si è accordi delle seguenti variazioni: una percentuale variabile tra il 23% e il 53% mostravano almeno una regione celebrale con preminente carattere maschile o femminile. Inverso, la percentuali di differenziazione dei cervelli con tutte le aree fortemente caratterizzate dalla mascolinità o viceversa femminilità erano compresa tra lo 0% e l'8%.

Da questa prima analisi, come dato interpretativo, è emerso che la maggior parte dei cervelli sono appunto un mosaico molto eterogeneo ed unici con caratteristiche sia femminili che maschili. Il risultato della ricerca neruoscientifica appare, così, in perfetta sintonia con gli studi realizzati a livello psicologico e comportamentale sulla differenza di genere dove possiamo parlare di una casistica di almeno 58 identità di genere tra i due poli estremi maschile e femminile (si veda l'articolo di Caitlin Dewey del Washington Post).

Joel ha conferma quanto già emerso dall'indagine morfologica del cervello, ossia la sovrapposizione delle immagini delle risonanze magnetiche dei 1.400 soggetti, con l'analisi dei dati di altri database. Si tratta sempre d'immagini di risonanze magnetiche, che raccoglievano informazioni di tipo associativo con il comportamento dei soggetti studiati: i tratti della loro personalità, le attitudini primarie, gli interessi. In questo caso sono stati analizzati più di 5.500 soggetti.

Anche da quest'ulteriore indagine è emerso che i casi di "coerenza interna", cioè prettamente maschili o femminili, sono estremamente rari come nel risultato della prima ricerca. La conclusione, che ne ha tratto il team di ricerca israeliano, è stato che esistono differenze di genere tra cervello maschile e femminile, tuttavia non sono tali da poter sostenere l'esistenza di due distinte categorie di cervello, usando le parole di Jole, "blu" o "rosa".

Questa in estrema sintesi il risultato della ricerca della scienziata israeliana pubblicata su Proceedings of the National Accademy of Sciences (PNAS).

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3. LE CONSIDERAZIONI SULLA TAVOLA ROTONDA
Ancor più interessante la tavola rotonda che è seguita alla lectio magistralis di Joel Daphna al BrainForum. Ha visto la partecipazione di un genetista, Antonio Fantoni, di un medico psicoanalista, Simona Argentieri, di un neurobiologo specializzato nello studio delle sinapsi, Fiorenzo Conti, di un neurobiologo esperto in studi comparati con gli animali, Martine Ammasari Teule, di un neuroeticista esperto in neuroscienze, Alberto Carrara, di una sociologa, Silvia Greco, ed in fine di una giornalista del blog 27essima ora del Corriere della Sera, Laura Ballio.

Questa carrellata di nomi non è semplicemente "decorativa" ma si intende sottolineare, come del resto era negli scopi degli organizzatori dell'evento, che questi diversi ricercatori od esperti hanno, su diversi livelli d'indagine, corroborato la tesi scientifica di Joel. Vi invitiamo a prenderne visione ascoltando con molta attenzione i diversi interventi molto brevi ma intensi che hanno commentato l'illustrazione della ricercatrice israeliana.

Da parte nostra, concludiamo, con un ultimo commento tra le righe. Il risultato della ricerca di Joel evidenzia in prima istanza la sostanziale indifferenza morfologica dei cervelli umani tra uomo e donna. Le differenze esistenti sono più di natura epigenetica od anche culturale. Dall'altro lato, a nostro avviso, fa emergere un dato latente: l'unicità del cervello umano per ogni singolo individuo. Questo elemento scaturisce dal dato importante della plasticità del cervello umano: una caratteristica che lo connota strutturalmente. Per usare le parole di Alberto Carrara, è l'impronta digitale dell'unicità della storia di ogni singolo individuo. Ne racconta la biografia delle sue esperienze cognitivo-emotive: individuo pensante e senziente capace di auto-riflessione ed auto-coscienza.

Questo elemento di unicità del cervello umano, a mio avviso, evidenzia un altro elemento che si può inferire ulteriormente dall'inferenza interpretativa di Joel che il cervello è una traccia dell'unicità metafisica di quell'essere che nella storia dell'On sarà il primo, l'unico e l'ultimo: irripetibile, dunque, costitutivamente insopprimibile valore di "questo" "essere umano".

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Potete vedere il video dell'intero evento, cliccando qui.

By Daniele D'Agostino, Copyright DeUniverso © 2016.