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TOGLIATTI, MACRON ED ALTRI. NOTIZIE FALSE, POLITICA E GUERRE

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Aderisco con vivo piacere alla proposta della redazione di DeUniverso di stendere qualche riflessione su un fenomeno, certo non nuovo, ma che, nell’era di Internet, assume dimensioni preoccupanti. Mi riferisco alle notizie false (so anch’io che è nell’uso l’espressione inglese “fake news”, ma preferisco tenermi, finché posso, il mio caro vecchio italiano) e ad alcune loro tipologie.

Proporrò, in due-tre interventi, alcuni casi.

Ad esempio, il vecchio caso Andreucci (a proposito di Togliatti, della Iotti e della libera stampa italiana) e l’attualissimo caso Macron, non mancando di compiere qualche escursione in situazioni diverse, ma significative per esprimere qualche giudizio disincantato in materia politica (a proposito di Europa e delle nostre responsabilità, tanto per dire).

Comincio con Macron.

«Condanno con la massima fermezza l’utilizzo di armi chimiche da parte del regime di Bachar el-Assad. E’ la violazione da una parte del Diritto Internazionale e, dall’altra, degli accordi del 2013. E dunque, se sarò eletto presidente della Repubblica, adotterò disposizioni in linea con la coalizione e, se possibile sotto un mandato dell’ONU ma anche senza un mandato dell’ONU, per neutralizzare le capacità chimiche del regime di Bashar el-Assad».

Sono parole, fedelmente tradotte, pronunciate da Emmanuel Macron pochi giorni fa alla Camera di Commercio di Amiens. Alla base c’è la questione dell’utilizzo, da parte dell’aviazione fedele all’attuale leader siriano, di gas durante un bombardamento a Idlib.

Abbiamo ancora negli occhi le drammatiche immagini dei soccorritori, che cercavano di lavare i corpi dei malcapitati colpiti (molti erano bambini) dai gas.

Quella è stata considerata da Trump, fino a quel momento fedele ai suoi impegni elettorali di privilegiare le questioni interne (“America first”), l’occasione giusta per attaccare le postazioni siriane. Infatti, non poteva in alcun modo essere consentito l’uso di gas (presumibilmente sarin) contro i civili (inutile dire che proprio gli Americani sono stati maestri di queste cose, ma è bene, a volte, non richiamare troppi esempi storici).

Il punto è che le cose si sono messe subito in una strana maniera. Da quegli stessi video, riflettendoci un po’, si è visto che i soccorritori indossavano abiti ordinari, mentre le dosi di gas usate in azioni militari impediscono ogni forma di contatto con chi è colpito, senza adeguate protezioni.

La Russia ha immediatamente chiesto di effettuare le dovute verifiche ed ha concluso che l’ipotesi più probabile è che il gas sia stato sprigionato da depositi esistenti in loco e colpiti dall’aviazione di Assad, che però avrebbe usato armi convenzionali.

I primi pareri di osservatori internazionali hanno invitato alla prudenza, ma gli Stati Uniti, sollecitati ad inviare esperti in loco, si sono ben guardati dal farlo.

Il pensiero non può non tornare a Powell, che esibiva una fialetta contenente gas e ne faceva la ragione per attaccare e distruggere il regime di Saddam Hussein (ex alleato USA e al quale noi stessi avevamo elargito fior di quattrini. Ricordiamoci del caso BNL): tutto falso, come poi si è ampiamente dimostrato.

Ora il cosiddetto centrista Macron, sulla base dell’accusa non confermata, quindi sulla base di una notizia che potrebbe essere falsa, annuncia di fatto una guerra. Non so se manterrà fede alle sue parole, ma l’atteggiamento è già inquietante. Niente male per un candidato apertamente sostenuto dai nemici (nazionali ed internazionali) dell’estremismo lepenista.

By Fernando Di Mieri, Copyright DeUniverso © 2017.

 

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