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DEBITO PUBBLICO, TASSE ED ESPROPRI ANTICHI VIZI ITALICI

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Si tratta di un articolo di Ubaldo Sterlicchio, già pubblicato nel 2013 e ripubblicato sul sito AltaTerradiLavoro nel febbraio di quest'anno.

Per quanto i dati non sia aggiornati e risalgono al 2012-13., lo studio ci sembra di estrema attualità per comprendere il retroterra storico sulle ragione di antico vizio italico su sull'evasione fiscale e sulla questione di un debito pubblico di proporzioni gigantesche.

Vi riportiamo l'inizio di questo studio che fa da preambolo ad una ricostruzione storia di circa un secolo di cattiva amministrazione della cosa pubblica da perte dei diversi governi che si sono susseguiti alla guida del paese, prima Regno d'Italia, e poi Repubblica Italiana.

«Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. L’abilità consiste nel ridurre le spese, dando nondimeno servizi efficienti, corrispondenti all’importo delle tasse». In questi termini sentenziava polemicamente, ma anche con coerenza e competenza professionale, Maffeo Pantaleoni (1857-1924), illustre economista italiano, nonché ministro delle Finanze del Regno d’Italia nel 1919.

Potete leggere l'intero articolo, cliccando qui.

(Fonte: AltaTerradiLavoro).

By Fernando Di Mieri, Copyright DeUniverso © 2016.