LINEE GUIDA PER GLI AUTORI

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Qualunque pubblicazione venga realizzata sul portale di DeUniverso assume la forma di un articolo.

Si offrono di seguito alcune indicazioni metodologiche per ordinare ed uniformare la stesura degli articoli pubblicati su DeUniverso. Vi preghiamo di seguirle per velocizzare il lavoro di revisione e correzione.

La compilazione dell’articolo viene effettuata con un apposito modulo trasmesso dalla segreteria di redazione.

Sommario:
1. Indicazioni per tutti gli articoli.
2. Indicazioni per ricerche, recensioni e commenti
3. Indicazioni per le citazioni e i riferimenti bibliografici
4. Indicazioi per le notizie in pillole ed eventi


1. | INDICAZIONI PER TUTTI GLI ARTICOLI.

Per ogni singolo articolo va indicato il Titolo usando in modo appropriato il maiuscolo ed il minuscolo nell’apposito campo.

Poi va indicata la Macroarea (Ricerche, Recensioni, Commenti…) e di seguito anche il Macroargomento (Politica&Società, Religione&Scienza…) negli appositi campi.

Se è necessario sul corpo del testo dell’articolo, va scritto un sottotitolo in corsivo. Lo si inserisca nel apposito campo “sottotitolo”. Si rammenta che nel caso nel sottotiolo venago fatte delle citazioni che richiede il corsivo va invertito con il testo normale.

Il corpo dell’articolo va scritto sul campo “corpo testo”. Qualora la lunghezza dell’articolo va oltre le quattro righe si prosegue la stesura del testo nel campo successivo.

Per gli allegati in formato word vanno inviati a parte seguendo nella stesura la medesima metodologia indicata per gli articoli.

Al termine dell’articolo (ricerche, recensioni, interviste, notizia in breve ed eventi) va indicato l’autore preceduto da “by…” e il nome e cognome e seguito dal “, copyright DeUniverso ©” e l’anno di pubblicazione.

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2. | INDICAZIONI PER RICERCHE, RECENSIONI E COMMENTI
Per le ricerche, recensioni e commenti vanno usate le norme che seguono.

Le note e la bibliografia consigliata vanno poste al termine del testo dell’articolo. Usando il Word occorre andare al menu “inserisci”, alla voce “Note a piè di pagina” con il seguente “Percorso”: “Note di chiusura” a “Fine documento”.

In alternativa alle note bibliografiche è possibile inserire al termine dell’articolo una bibliografia consiglia. Nel seguente modo in grassetto: “Bibliografia consigliata:”.

Non sono previste note bibliografiche per gli eventi e le notizie in pillole.

Per quanto riguarda articoli delle seguenti macroaree (ricerche, recensioni ed interviste) il testo si comporrà solo di un abstract mentre l’intero contributo sarà fornito in allegato in formato word nel rispetto delle linee guida per la stesura dei contributi.

In fine, per le ricerche, nel testo in allegato all’articolo dell’abstract, è possibile strutturare in sezioni i diversi paragrafi con una numerazione araba (p.e.: 1., 1.2., 2., 2.3…). Sara necessario indicare all’inizio del contributo un sommario delle diverse sezioni. Indicando in grassetto: “Sommario:” seguito dal testo. Lo stile da usare è “sommario”.

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3. | INDICAZIONI PER LE CITAZIONI E I RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Per le citazioni e i riferimenti bibliografici ci si attenga alle seguenti regole di carattere generale, mentre casi concreti non esplicitamente contemplati qui di seguito si possono risolvere con il ricorso all’analogia.

1. La prima regola fondamentale è quella di mantenere sempre l’uniformità nelle citazioni e nella metodologia e di non cambiare senza grave motivo (magari specificato).

2. Le citazioni possono essere addotte per provare, per completare, per chiarire il testo, oppure per offrire semplici riferimenti bibliografici. Tra il testo proprio e le citazioni si conservi un sano equilibrio. Quando si riferisce il pensiero altrui senza direttamente citarlo tra virgolette, il riferimento bibliografico in nota va fatto precedere dalla sigla Cf o Cfr.

3. Le citazioni testuali (tra virgolette basse, «...») possono inserirsi nel testo o nelle note, mentre il riferimento bibliografico va sempre inserito nelle note, eccetto che in alcuni casi: citazioni della Scrittura, del Codice di Diritto canonico, di documenti ecclesiastici molto noti, come quelli del Concilio Vaticano II e simili. In questi casi, se non si vuol riportare il riferimento in nota, lo si può aggiungere in parentesi dopo le virgolette, adoperando la sigla e il numero di riferimento (per i documenti suddetti), il capitolo e i versetti (per la Bibbia). La sigla può essere sottolineata o scritta in corsivo (es. LG, 8; Mc 3,5 ecc.).

4. Quando s’interviene in un testo citato letteralmente tra virgolette bisogna usare le parentesi quadre prima e dopo il proprio intervento. Quando si salta qualche periodo del testo citato si usa all’interno della citazione il simbolo [...].
5. Le citazioni nelle note riguardano principalmente le indicazioni bibliografiche relative ai brani riportati o cui si fa riferimento nel testo. La prima volta che capita di dover riportare un’indicazione, essa va fatta sempre nella sua forma più completa, con tutti gli elementi bibliografici essenziali e secondo le rispettive modalità (libro, rivista, miscellanea, dizionario, enciclopedia, ecc.).

5.1. Nella stesura delle citazioni occorre tener presenti gli elementi bibliografici fondamentali, che sono:

  • nome dell’autore in maiuscolo (completo o prima lettera puntata). È da preferire la forma con prima lettera puntata;
  • cognome dell’autore in maiuscolo;
  • titolo e sottotitolo dell’opera in corsivo;
  • luogo e data di edizione (è facoltativo, ma utile, riportare la casa editrice);
  • la pagina (o colonna) o le pagine (o colonne) citate (separate da un trattino). A questa indicazione si può far precedere la sigla p. pp. o c. cc., a seconda se si tratta di pagina/e o colonna/e. È preferibile evitare l’uso di p. e pp. - il volume...

Esempi:
G. LORIZIO, Mistero della morte come mistero dell’uomo. Un’ipotesi di confronto fra la cultura laica e la teologia contemporanea, Dehoniane, Napoli 1982, 50-54.
F. PRAT, La théologie de saint Paul, Paris 1927, vol. I, 9-12.

5.2. A volte occorre citare dei brani di seconda mano, ossia citati da un altro autore. Si raccomanda di limitare al massimo tale eventualità.

Esempio:
P. PIOVANI, ROSMINI e VICO, cit. in G. LORIZIO, Eschaton e storia nel pensiero di Antonio Rosmini. Genesi e analisi della teodicea in prospettiva teologica, Roma - Brescia 1988, 51, n. 161.

6. Data la diversità tra le riviste scientifiche, non si offre in questa sede una norma generale valida per tutte relativamente alla citazione dei saggi pubblicati sotto forma di articoli. Possiamo ipotizzare tre casi principali:

6.1. Riviste che pubblicano un solo volume per annata (in diversi fascicoli).

Esempio:
G. LORIZIO, «L’essere e il nulla della morte in alcune figure del pensiero moderno e contemporaneo», in Rassegna di Teologia 26 (1985) 325-341.

Il numero che segue il titolo della rivista è quello del volume o annata, il numero in parentesi è quello dell’anno di pubblicazione, i numeri che seguono indicano le pagine. Il titolo del saggio può essere in corsivo oppure virgolettato, mentre il nome della rivista va in corsivo.

6.2. Riviste con più volumi per ogni annata. Tutto come negli esempi addotti al precedente punto, solo che, dopo la parentesi che racchiude l’anno, va aggiunto in cifre romane il numero del volume.

Esempio:
G. TRIBON, «L’inegalité facteur d’harmonie», in Études Carmélitaines 24 (1939) XI, 78-87.

6.3. Riviste senza numerazione continua dei volumi della propria serie, ma di solito con la numerazione progressiva dei fascicoli di ogni annata.

Esempio:
R. LAURENTIN, «La persistenza della pietà popolare», in Concilium 1973/3, 180-191.

7. Per le opere miscellanee o in collaborazione si danno due casi:

7.1. Miscellanee di cui non è indicato il curatore (o i curatori), per cui occorre usare la sigla AA.VV (in maiuscoletto).

Esempio:
B. SECONDIN, Santità e peccato collettivo, in AA.VV, Peccato e santità, Roma 1979, 223-251.

Va notato che attualmente si tende ad evitare questo uso.

7.2. Miscellanee con uno o più curatori, il cui nome va fatto seguire dall’indicazione, in parentesi (ed.) o (edd.) o (a cura di).

Esempio:
N. GALANTINO, Antropologia contemporanea in prospettiva catechetica, in G. LORIZIO - V. SCIPPA (edd.), Ecclesia e sacramentum, Napoli 1986, 393-427.

8. Per le enciclopedie e i dizionari si segue un sistema analogo a quello adottato per le opere in collaborazione, ricordandosi di aggiungere in cifre romane il numero del volume dopo il titolo dell’enciclopedia o del dizionario.

Esempio:
I. RODRIGUEZ, «Purificazione», in Dizionario Enciclopedico di spiritualità, Roma 1975, vol. II, 1539-1547.

Naturalmente nel caso sia indicato il curatore (o i curatori) bisogna comportarsi come nell’esempio seguente.

Esempio:
C. VAGAGGINI, Teologia, in G. BARBAGLIO - S. DIANICH (edd.), Nuovo dizionario di Teologia, Roma 1982, 1597-1711.

9. Data la grande varietà esistente di collezioni o collane non è possibile indicare norme valide per tutte. Ci si limiti pertanto a segnalare, in parentesi dopo il titolo dell’opera quello della collezione in cui è situata seguita dal numero. Sarà bene offrire l’indicazione solo relativamente alle collane di una certa consistenza scientifica, tralasciando quelle di semplice propaganda commerciale o editoriale.

Esempio:
C. GRECO (ed.), Pensiero e storicità. Saggi su Hegel, Marx, Gadamer e Bonhoeffer, (Aloisiana 19), Morcelliana, Brescia 1985.

10. Quando si cita più volte lo stesso autore o la stessa opera conviene far ricorso alle seguenti abbreviazioni:

  • stesso autore: ID. o IDEM;
  • stesso libro: op. cit.;
  • stesso articolo: art. cit.;
  • stesso autore e stessa opera citati immediatamente prima: ibidem oppure ib. con eventualmente il numero della pagina o delle pagine di riferimento.

Onde evitare fraintendimenti, quando è necessario citare più opere di uno stesso autore all’indicazione op. cit. o art. cit. si faccia precedere il titolo abbreviato o intero del lavoro citato.

Esempio:
G. LORIZIO, Eschaton e storia..., op. cit., 74-84.

Poiché l’abbreviazione del titolo è già in corsivo, non è necessario mettere in corsivo anche l’op. cit., che invece va messo in corsivo quando non è preceduto da tale abbreviazione.

11. Per le risorse on-line ci si può attenere alle norme precedenti sostituendo l’editore e l’anno di edizione con l’indirizzo Web della risorsa (URL) in corsivo (senza il prefisso http://) e, facoltativamente, l’ultima data in cui la risorsa risulta ancora accessibile a quell’indirizzo, tra parentesi. Si può fare anche il collegamento ipertestuale usando il testo dell’indirizzo citato in breve.

Esempi:
R. ZAS FRIZ DE COL «La trasformazione mistica ignaziana», in Ignaziana 5 (2008) 21-33, www.ignaziana.org (ultimo accesso: 13.V.2010)
F. ASTI, «Teologia spirituale e/o teologia della vita mistica», in Mysterion 1 (2009) 3-21, www.mysterion.it (ultimo accesso: 13.05.2010)
BENEDETTO XVI, «Benedizione della Prima Pietra dell’Università di Madaba del Patriarcato latino» (9 maggio 2009), in www.vatican.va

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5. | INDICAZIONI PER LE NOTIZIE IN PILLOLE ED EVENTI
Per le notizie in pillole e gli eventi va inserita luogo della notizia e dell’evento seguito da virgola, data, spazio e “–“. Per quanto riguarda il luogo se non si riesce ad identificare la città basta lo stato d’origine (p.e.: USA, Francia…). Si può indicare dopo la città anche lo stato se fosse necessario per una località poco conosciuta o che possa avere delle omonimie: p.e. Itaca (USA).

Al termine va inserito la fonte principale dell’articolo (p.e.: comunicato stampa, articoli di altri autori…) con il collegamento ipertestuale (se necessario) nel seguente modo: “(Fonte: …)”.

Per eventuali link utili, vanno inserire alla fine dell’articolo prima di chiuderlo con la seguente digitura: “Per maggiori informazioni… potete consultare i seguenti links:” Vanno scritti sigle o testi brevi con il collegamento ipertestuale.

Per gli eventi e le notizie in pillole le fonti vanno tassativamente citate soprattutto se si riportano notizie di altri siti con il collegamento ipertestuale quanto è possibile.

Si riporta il seguente articolo come esempio per gli eventi:

TITOLO:
AL CONGRESSO “ASTROPHYSICS FROM THE RADIO TO THE SUBMILLIMETRE” I NUOVI RISULTATI DELLA MISSIONE PLANCK.

Corpo del testo:
Bologna, 13.02.2012 – È iniziato ieri a Bologna il congresso dal titolo “Astrophysics from the radio to the submillimetre”. Il congresso organizzato dall’ASI e dall'INAF (Istituto Italiano Nazionale di Astrofisica) farà il punto sullo stato della ricerca scientifica galattica ed extragalattica, dalla radio alle lunghezze d’onda sub millimetriche (emissione diffusa, fonti, ammassi di galassie, fondo cosmico a raggi infrarossi, ecc.).
----- Linea Leggi tutto dell’articolo---
Il meeting, iniziato ieri, proseguirà per tutta la settimana fino al 17 febbraio. Durante la conferenza introduttiva sono stati presentati alla stampa i nuovi risultati della missione PLANCK. Nonostante siano passati tra anni dal suo lancio e debba andare a “riposo”, avendo perso uno dei suoi due “occhi”, PLANCK è ancora lassù e continua a stupire astrofisici ed astrofili.

Per maggiori informazioni sia sul congresso che sul PLANCK potete consultare i seguenti links: ASI e INAF sul congresso e ASI su Plack.

By Fernando Di Mieri, Copyright DeUniverso © 2012.

Come esempio di notizia si veda l’esempio di seguito

Titolo:
ALLA SCOPERTA DELLA "PARTICELLA" DI DIO

Corpo del testo:
Udine, 19.03.2012 - Si è svolto presso l'Università di Udine un seminario che ha coinvolto una cinquantina di ragazzi di sette diverse scuole superiori del Friuli Venezia Giulia. I giovani studenti sono stati "accompagnati dai ricercatori in un 'viaggio' nelle proprietà delle particelle". Hanno potuto conoscere "i 'segreti' delle grandi macchine che vengono costruite per trovare i componenti primi della materia".
L'iniziativa si colloca all'interno degli eventi coordinati dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare per la MasterClasses.

(Fonte: Pianeta Universitario).

By Fernando Di Mieri, Copyright DeUniverso © 2012.

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