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DANTE AND THE VULGATE BIBLE DI C. LUND-MEAD AND A. IANUCCI

Recensioni
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CAROLYNN LUND-MEAD AND AMILCARE IANNUCCI, Dante and the vulgate bible, Bulzoni Editore, Roma 2012, pp. 725, prezzo € 50,00.

Il rapporto tra Dante, che ha fatto del motivo religioso-sapienziale il tema centrale della sua intera produzione, e la Bibbia è stato, com'è ovvio, tradizionalmente riconosciuto. Sicché fin dai primi commenti alle sue opere, e segnatamente alla Commedia, sono sempre stati rilevati richiami, sia diretti che indiretti, al Grande Codice della cultura universale.

Assodato che Dante è fondamentalmente e intimamente cristiano e cattolico (benché siano state avanzate tesi dai punti di vista più vari, che hanno parlato di un autore di volta in volta esoterico, averroista, etc., fondandosi più sull’estremizzazione di influssi o partecipazioni in forme diverse di eterodossia, che su un esame ermeneuticamente adeguato dei testi), assodato questo, dicevo, rimangono diversi problemi sul tappeto. Innanzitutto, come fa Dante a scegliere i diversi passi biblici di riferimento? Adattandosi a questo o quello ovvero prendendo quanto gli serve per i suoi scopi? E ancora, considerate le diverse possibilità, come riutilizza il testo biblico?

Amilcare Iannucci, che a Dante ha dedicato tutte le sue fatiche di studioso, è stato sempre particolarmente sensibile all'indagine sulle presenze bibliche nella Commedia. Suo è stato infatti il progetto di un volume ad esse dedicato e capace di distinguersi per la vastità della ricerca. Purtroppo, il destino ha voluto sottrarlo prematuramente ai suoi cari e alla comunità degli studiosi, per cui il progetto è stato continuato e portato a termine con certosina incredibile cura da Carolynn Lund-Mead. Risultato tangibile di tanta dedizione alla ricerca è l’opera che qui presento.

Potete leggere interamente la recensione, cliccando qui.

(Fonte: Rivista di Studi Italiani)

By Fernando Di Mieri, Copyright DeUniverso © 2016.