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Dom, Set
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LA POESIA SONORA DI GIOVANNI FONTANA

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Parlare semplicemente di "poesia sonora" non rende pienamente giustizia alla complessa performance artistica del poeta Giovanni Fontana.

Infatti, il lavoro artistico di Fontana si struttura all'interno di un complesso studio critico-storico della parola. Sembra, attraverso le sue performance artistiche, dare quella energia ontica che appartiene in sé al suono stesso del nomos. 

Ci permettiamo di fare un paragone con l'opera del Cratilus di Platone.

L'Ateniese, attraverso la sua sperimentazione, cercava di trarre dal suono dei nomi il quid  delle cose. Caricava la parola di un suo potere ostensivo della luce dell'essere delle cose. In qualche modo, il poeta Fontana, attraverso un percorso metafisico, fecondato dal pensiero moderno-contemporaneo, realizza nell'oggi quando semplicemente evocato ed abbozzato dal filosofo greco.

La parola diventa nelle mani dell'artista una realtà plastica, manipolata acutamente con diversi registri espressivi del linguaggio umano (gestuale, visivo, sonoro...), dando cosi forma ad una realtà nuova che suscita emozioni, evoca ricordi e rende presente  esperienze dell'umano vivere.

L'artista e l'autore riesce, attraverso la sua opera, a dare alla Parola quella carica che la fa divenire non semplicemente un "dire" bensì un "fare" nella sua forma più alta: il porre nell'"è".

Nel video, troverete una "variazione" tratta da "Revolverate" una raccolta di poesie di Gian Pietro Lucini. Si tratta una riproposizione di un'idea poetica in cui subisce modifiche, più o meno profonde, rispetto alla sua forma originaria.

Per vedere la performance dell'artista, cliccate qui.

By Daniele D'Agostino, copyright DeUniverso © 2016.