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Janssen: un esopianeta distante da noi 40 anni luce

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L'immagine di oggi è di Jansenn un esopianeta distante da noi 40 anni luce che orbita intorno alla nana rossa 55 Cancri B o Copernicus all'inteno di un sistema binario formato da una seconda stella 55 Cancri A, una nana gialla.

La scoperta del pianeta è relativamente recente grazie alla variazione della velocità radiale delle stelle vicine. Solo l'8 maggio del 2012 è stato possibile un'osservazione diretta del pianeta grazie al telescopio astronomico Spitzer della NASA. Uno studio del 16 novembre ha rivelato nuovi elementi. Il pianeta, inospitale alla vita, a causa delle eccessiva vicinanza alle stelle del suo sistema, presenta un'atmosfera molto simile a quella terrestre, costituita da molecole di azoto, ossigeno ed acqua.

I risultati di questa recente ricerca sono stati pubblicati su The Astronomical Journal ad opera di Isabela Angelo, ricercatrice della University of California di Berkeley, e da Renyu Hu, astronomo del Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadina. Lo studio è stato condotto attraverso la comparazione dei dati raccolti dall'osservatorio spaziale ed un modello matematico rappresentativo di pianeti giovani caldi del tutto simili a Mercurio e Venere del nostro sistema solare.

Jansenn ha massa pari a circa 8,6 volte quella del nostro pianeta.  È un mondo roccioso e mostra sempre la stessa faccia alla stella vicina. Per questa ragione è definito “bifronte”. Il lato diurno, esposto permanentemente alla stella, raggiunge temperature superficiali di 2.300 gradi Celsius, mentre il lato notturno, che non riceve mai luce diretta, ha temperature medie tra i 1.300 e i 1.400 gradi Celsius. Come si può notare, per quanto possa presentare analogi con la nostra Terra, a causa delle alte temperature, è del tutto inospitale ad accogliere la vita così come si è sviluppata sul nostro pianeta.

Sul lato diurno sembra che si formino fiumi e laghi di lava, che scorrono fino al lato notturno dove si solidificano. Se i laghi di lava fossero direttamente esposti allo spazio, si creerebbero dei punti locali ad altissime temperature, punti che però non sono stati osservati, come ha spiegato Hu: “Se c’è lava sul pianeta, dovrebbe ricoprire l’intera superficie. Ma la lava sarebbe occultata alla nostra vista dalla spessa atmosfera”.

Infatti, il pianeta è ricoperto da una densa coltre atmosferica che impedisce l'osservazione diretta di quanto accade sulla superfice. Il modello elaborato da Hu per studiare i pianeti gassosi grandi, simili a Giove, è stato adattato da Angelo per lo studio dell'esopianete rielaborando i dati raccolti da Spitzer dal 15 giugno al 15 luglio del 2013. Ciò ha consentito di formulare un ipotesi sufficientemente attendibile sulla reale cosistenza dell'atmosfera gassosa del pianeta roccio. C'è molto ancora da scoprire ma la strada per una maggiore comprensione è stata aperta e nuovi risultati sicuramente non tarderanno ad arrivare.

 

Janssen un esopianeta distante da noi 40 anni luce Figura n. 1

Figura n. 1: il grafico mostra le variazione di luminosità dell'esopianeta catturati dal telescopio
spaziale Spitzer della Nasa in un periodo di osservazione di 80 ore.

Dall'elaborazione dei dati riportati nella figura n. 1, nel 2016, il gruppo internazionale di ricerca della Nasa guidato da Brice-Oliver Demory sviluppò una mappa della temperatura superficiale evidenziando la caratteristica bifrontale. Lo studio di Angelo-Hu, invece, conferma l'esistenza di un atmosfera gassosa che nel 2016 era stata solo ipotizzata. Forse a partire dalla primavera del 2019 saranno possibile confermare sui risultati delle due ricerche con osservazioni dirette attraverso il nuovo telescopio James Webb Space Telescope che dovrebbe sostituire Hubble e Spitzer.

Vi proponiamo la visione del video dell'INAF-TV che offre una rappresentazione del modello proposto dalla ricerca del 2016. Invece la foto in copertina vi offre una possibile rappresentazione del pianeta nella sua atmosfera gassosa.

 

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