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LA QUESTIONE DELL'INIZIO DELL'UNIVERSO TRA SCIENZA E FEDE

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Il 30 maggio 2017 alle ore 17:10 presso l'A.P.R.A. si terrà la conferenza su "La questione dell'inizio dell'universo tra scienza e fede". Interverrà il Prof. P. Gabriele Gionti, S.J., fisico teorico della Specola Vaticana (l'Osservatorio Astronomico e Centro di Ricerca scientifica della Chiesa Cattolica che fa capo al Governatorato dello Stato della Città del Vaticano).

Vi invitiamo a partecipare a quest'evento per chi si trova a Roma o nelle vicinanze. Per maggiori informazioni potete cliccare qui.

Questa conferenza ed il suo titolo, tuttavia, ci riporta ad una puntata di "C'è Spazio - Noi siamo esploratori" di Sat2000" a cui parteciparno tra l'altro Guido Tonelli, Docente di Fisica Generale all’Università di Pisa e membro del gruppo che ha scoperto il Bosone di Higgs al C.E.R.N. di Ginevra;  Marco Bersanelli, Docente di astrofisica Università di Milano;  Marco Burigana, Cosmologo INAF; Riccardo Manzotti, Docente di psicologia della percezione artistica dell’IULM di Milano; Giorgio Manzi, antropologo all’Università La Sapienza di Roma; Padre Gabriele Gionti, Fisico teorico Specola Vaticana come già evidenziato sopra.

L'evento del 30 maggio e la puntata di "C'è Spazio..." sono una riprova di come la comunità scientifica apre tavoli di confronto tra i diversi saperi empirici-epistemici e teoretici-epistemici. Tra questi ultimi, tra l'altro, vanno annoverati la filosofia e la teologia.

Gli studi sulle origini dell'Universo non sono in conflitto con le concezioni creazionistiche. Scienza e pensiero filosofico e teologico indagano il medesimo fenomeno in natura da punti di vista diversi con procedure e linguaggi differenti. Si muovono su piani di ordine epistemologico diversi: la prima cerca di comprendere "come" l'universo ha avuto origine, mentre le seconde (filosofia e teologia) cercano di comprendere "chi" ha dato inizio all'universo ed il "fine" a cui tende tutto il divenire.

Vi riporto per intero il commento del Prof. Tonelli alla recente scoperta dell'assoluta fragilità dell'Universo cosmico:

«La fragilità dell'universo che sembra cosi possente è una scoperta recente e allo stesso tempo sorprendente.

La scoperta del Bosone di Higgs al CERN di Ginevra ci permette di capire il meccanismo che dà alla materia la forma particolare a cui noi siamo abituati. Nel momento in cui il campo scalare di Higgs si è congelato nell’universo primordiale, le particelle (primordiali), che vagavano a velocità della luce prive di massa, hanno cominciato ad avere una massa molto specifica.

Detto così sembra un dettaglio. In realtà, questo dettaglio ha consentito alla materia di prendere la forma attuale. Si sono aggregati i quark ed i gluoni in un protone ed un elettrone ha incominciato ad orbitare e sono nati [i primi] atomi e molecole, ovvero [l'attuale] materia che ci circonda [ed] è fatta di queste cose [Tonelli descrive in estrema sintesi il passaggio tra l’era elettro-debole a circa 10-32 secondi dal Bing Bang e l’era della nucleo-sintesi a circa 100 secondi dal Bing Bang].

La cosa sorprendente è stata che quando noi abbiamo misurato la massa del Bosone di Higgs ci siamo chiesti subito dopo: questo meccanismo così fragile, delicato ed importante, quanto è stabile? Perché se non fosse stabile l’intero universo correrebbe dei rischi.

Questo meccanismo si può studiare in maniera quantitativa facendo alcune ipotesi in funzione della massa quark-double e della massa del Bosone di Higgs. Si è visto che il nostro equilibrio, quello che tiene insieme l’universo intero, è finito in una regione sottile a metà [strada] tra la stabilità più totale, che avrebbe garantito vita eterna all’universo in cui viviamo, e l’instabilità più totale, che avrebbe voluto dire che non saremmo qui a raccontare questa storia.

Siamo in un baratro. Siamo in una condizione in cui il vuoto elettro-debole è in equilibrio da 13,8 miliardi di anni, ma non è detto che resti in quella condizione per sempre.

Se in qualche parte di questo universo ancora misterioso si mettessero in gioco energie un miliardo superiore a quelle che attualmente studiamo nella HC, per esempio, il vuoto elettro-debole si potrebbe lacerare. Questa lacerazione con tutta probabilità si estenderebbe all’intero universo. [Sarebbe a] dire che l’intero universo tornerebbe ad essere una bolla di pura energia [ritorneremmo tra l’era di grande unificazione e dell’inflazione secondo la cronologia del Big-Bang].

Questa cosa, che sappiamo e su cui lavoriamo e raccogliamo ulteriori dettagli, ci dice che il pregiudizio millenario per cui noi esseri umani siamo fragili e mortali in un universo materiale, immortale ed eterno (gli astri…ad esempio) [è evidente]. Oggi sappiamo che non è così o per lo meno che sia possibile che non sia così.

La stessa fragilità che è tipica nostra o dell’intero nostro pianeta, la dobbiamo estendere alle grandi strutture materiali e alle grandi strutture cosmiche.

Trovo questo, [ovvero] il fatto di avere consapevolezza di questo, come una base, […] forse, tra credenti e non credenti, di ulteriori terreni d’intesa e confronto e costruire un'etica della fragilità, estesa alle strutture cosmiche, e della responsabilità del posto che occupiamo in questo mondo ancora più forte[…]».

Potete rivedere l'intera puntata cliccando qui.

Io concludo con una semplice osservazione e considerazione. Il pensiero del Prof. Tonelli evidenzia, da un lato, l'impegno dello scienziato, descrivendo quanto è osservabile in laboratorio ricostruendo ciò che accaduto in natura nei primi istanti del Big-Bang. L'evidenza misurabile della fragilità dell'universo, dall'altro lato, spinge lo scienziato alla possibilità di un pensiero ulteriore che si configura o connota, per le sue caratteristiche, filosofico ed etico

Questa approccio alla scienza e al pensiero filosofico da parte di Tonelli evidenzia la possibilità che il confronto e la collaborazione tra sapere scientifico (=empirico-epistemico) e sapere filosofico e teologico (=teoretico-epistemico) non solo sia possibile ma anche estremamente fecondo per l'ordine dei diversi ambiti epistemici.

Fa ben sperare il contributo di chi promuove spazi cooperativi secondo un modello trans-disciplinare.

By Daniele D'Agostino, Copyright DeUniverso © 2017.