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Sab, Dic
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E' uscito da pochissimo ed ha già conquistato le classifiche dei libri (di non narrativa) più venduti. Il New Iork Times infatti lo colloca al settimo posto degli hardcover.

È un problema che si va facendo sempre più strada. Se è vero che nei secoli è stato ben presente all'attenzione di grandi pensatori, viene sentito con maggiore urgenza ora che nella percezione comune si vanno erroneamente attenuando le differenze tra l'uomo e gli animali superiori (i primati, in primo luogo), si cominciano a porre le questioni della particolare ontologia dei computer e dei loro connessi diritti etc: è il problema dei gradi di coscienza.

L'elezione del Card. J. Bergoglio al Soglio di Pietro col nome di Francesco I ha sollecitato l'interesse della comunità scientifica internazionale. È stato rilevato come egli, benché abbia compiuto studi regolari di chimica, non abbia tenuto interventi particolarmente significativi in materia di evoluzionismo o di rapporti fra scienza e fede.

Jerry Fodor (ateo, per quel che so) e Massimo Piattelli Palmarini misero a soqquadro due anni fa l'establishment accademico con il loro libro Gli errori di Darwin (Feltrinelli editore).

Talvolta, aiutato dal fisico, rasenta nei modi una guasconeria che lo rende simpatico a  tanti e odioso a tanti altri, ma di sicuro Giuliano Ferrara ha il coraggio di esprimere posizioni che riescono a sollevare interrogativi importanti.

Ecco il risultato della combinazione di vari elementi: darwinismo estremo, relativismo, spocchia pseudoscientifica (in realtà, abbiamo a che fare con la peggiore flosofia), voglia di stupire, odio per la gerarchia del creato, assoluta mancanza di senso dell'umano.

Ricordo ancora vividamente di aver pensato, quando lessi diversi anni fa Abortion and Infanticide di Michael Tooley, se sarebbe durata a lungo l'assenza del dibattito sull'infanticidio presso la grande stampa italiana. Purtroppo, l'attesa non è durata tantissimo. Quell'inquietante dibattito ha conquistato negli ultimi mesi spazi vistosi.

Al di là della sicurezza ostentata nella divulgazione scientifica, i teorici darwiniani sanno bene delle difficoltà che il pensiero del loro maestro conosce e tentano, pertanto, strategie sempre nuove per sfuggirvi.

Thomas Nagel, pensatore fra i più autorevoli della scena culturale anglofona, ateo dichiarato, ha pubblicato di recente una nuova opera dal titolo emblematico: Mind and Cosmos. Why the Materialist Neo-Darwinian Conception of Nature is Almost Certainly False. In essa dichiara senza mezzi termini l'incapacità del paradigma neo-darwiniano di render conto della complessità dell'evoluzione e di tutto quanto ad essa collegato: l'origine della vita, della coscienza, etc.

L'analisi e la storia del rapporto tra scienza e religione nel pensiero degli scienziati somiglia tanto a quella ricerca spasmodica che, già all'indomani delle grandi scoperte geografiche, cominciò ad interessare non pochi intellettuali europei tutti protesi alla ricerca di un ipotetico "buon selvaggio" (almeno per alcuni) senza Dio e senza religione.

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