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Mer, Dic
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Aderisco con vivo piacere alla proposta della redazione di DeUniverso di stendere qualche riflessione su un fenomeno, certo non nuovo, ma che, nell’era di Internet, assume dimensioni preoccupanti. Mi riferisco alle notizie false (so anch’io che è nell’uso l’espressione inglese “fake news”, ma preferisco tenermi, finché posso, il mio caro vecchio italiano) e ad alcune loro tipologie.

Con questo titolo apriamo il nostro primo servizio. Potrebbe sembrare autoreferenziale perché è come dire che il giornalismo parla di se stesso. In realtà, con questa riflessione a più voci su DeUniverso vorremmo aiutarvi a districarvi nel vasto spazio dell’informazione di oggi.

L’uso abituale dei social networks consente alla notizia di essere creata al di fuori degli abituali circuiti del giornalismo. Il giornalista, mediatore intellettuale tra il fatto ed il lettore, sembra essere più spesso scavalcato nel suo ruolo di traduttore e facilitatore. Il lettore, attingendo direttamente ai fatti, senza alcuna intermediazione, “si costruisce da solo la sua” notizia.

In questa democrazia diretta dell’informazione, urge la necessità di saper costruire un proprio giudizio critico districandosi tra fake news e verità nascoste nei meandri delle caricature massmediatiche.

È in quest’ottica che vi presentiamo i diversi contributi. Il primo di essi è l’editoriale di Tarcisio Tarquini dal titolo “Saper andare oltre il disappunto per la narrazione ‘massmediatica’ dei fatti di cronaca”. Segue il commento di Andrea TagliaferriL'omicidio ‘Morganti’ e la distorsione ‘globale’ della realtà”. Entrambi prendono spunto da un recente fatto di cronaca nera, l’assassinio di Emanuele Morganti ad Alatri; individuano elementi esemplificativi con cui spesso, in generale, vengono costruite le notizie dai massmedia.

Infine, vi segnaliamo la lettura di tre altri contributi d’approfondimento. Il primo è sempre di Andrea Tagliaferri: “Mondo globale vs mondo reale”. L’autore evidenzia la definitiva frattura che si è consumata tra la realtà “mediatica” e quella “reale” all’indomani della vittoria di Trump negli Stati Uniti e dell’esito del Referendum Costituzionale in Italia. È su queste coordinate che si offrono due ulteriori approfondimenti di Daniele D’Agostino: “Perché Trump e non Clinton?” e “La vittoria del no, sintomo di una grave crisi politica del paese”.

Vi invitiamo alla lettura.

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Il ruolo e l'importanza dello studio della filosofia nelle scuole di tutta Europa quale fedeltà alle sue radici storiche.

Nel periodo dell’anno in cui si parla tanto di parità di genere visto l’avvicinarsi della Festa della Donna, l’analisi dei dati sulle retribuzioni medie dei giornalisti iscritti all’INPGI lancia segnali quantomeno ambivalenti.

Ricordiamo come, alla fine del 1981, con lo sguardo alla Polonia di Jaruzelski, Enrico Berlinguer si espresse nei termini in cui si prendeva atto dell’'«esaurimento della spinta propulsiva della Rivoluzione d’ottobre». Oggi, se teniamo fermo lo sguardo sulle nostre società occidentali, è forse giunto il momento di una riflessione analoga sulla Rivoluzione francese.

Uno studio dell'Istituto cattolico "Giuseppe Toniolo" su Diffusione, uso, insidie dei social network su un campione di 2.182 persone, rappresentativo dei giovani italiani di età 20-34 anni, ha messo la lente di ingrandimento sul tema, discusso da diversi mesi in ogni sede, istituzionale e non, delle “bufale” in rete e della responsabilità degli operatori dell’informazione nel mediare i contenuti.

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