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UN RICORDO IN MEMORIA DEL PROF. ANGELO MOLLE

Ricerche
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De Universo abitualmente pubblica ricerche scientifiche in diversi ambiti disciplinari. Questa volta intende raccontare la storia di un ricercatore recentemente scomparso: il prof. Angelo Molle.

«L’8 marzo di quest’anno, presso la Clinica “S. Raffaele” di Cassino, a seguito di una malattia fulminante quanto impietosa, scompariva ad appena 48 anni il professor Angelo Molle, lasciando un vuoto incolmabile nell’intero territorio […]».

Con queste parole inizia il contributo del Prof. Filippo Carcione dell’Università di Cassino, Direttore dell'Istituto Teologico Leoniano di Anagni, nel ricordare il collega e l’amico scomparso. Lo scritto è stato già pubblicato sul Bollettino trimestrale di studi storici del Lazio Meridionale “Studi Cassinati” (1/2016). De Universo, con il permesso del Direttore della Rivista, Dr. Gaetano De Angelis Curtis, e dell’autore, ne ripropone la pubblicazione online in memoria del Prof. Molle.

Si tratta, a nostra modesta opinione, di un documento storico con cui si offre una testimonianza di un uomo che ha dedicato quotidianamente la propria vita, con molto sacrificio e passione, alla crescita del sapere umano e alla sua divulgazione, ritenendola non semplicemente una professione, ma una vera e propria vocazione per la promozione della vita umana.

Il saggio riedito ne ricorda l’impegno come docente, sia a livello scolastico che universitario, e come ricercatore e cultore con fecondi ed originali contributi nell’ambito degli studi storici. Una menzione significativa va fatta per la sua attività editoriale. Grazie alle sue competenze ed alla sua presenza in diversi comitati di redazione ha saputo garantire «la salute di diversi progetti» editoriali sia di natura scientifica che divulgativa.

Certamente, la ricca produzione scientifica e l’impegno accademico non verrebbero compresi pienamente se fossero svincolati dalla naturale vocazione del Prof. Angelo Molle all’insegnamento e alla formazione umana. Un compito svolto sempre con molta delicatezza e discrezione senza mai imporsi nei confronti dei suoi allievi, «seguendone sempre con incessante attenzione la storia personale».

Riprendiamo le parole del Prof. Molle, riproposte dal Prof. Carcione, rivelative della sua umanità ricca e preziosa:

«Proporre e non imporre – scriveva [il prof. Angelo Molle] in un testo collettaneo realizzato sull’onda del documento Educare alla vita buona del Vangelo – è la sensazione permanente e genuina che deve accompagnare l’educando.

La proposta può far vibrare il cuore, l’imposizione lo indurisce di sicuro. La crescita della persona in libertà e non il lavaggio del cervello in cattività è, dunque, il metro di misura per la serietà di un metodo adottato in una formazione intesa squisitamente come “azione” volta a dare “forma” concreta all’educazione e non come addestramento militare. Formare, infatti, non significa calare dall’alto, bensì tradurre nella mente e nel cuore dell’educando un sistema di valori dialetticamente esposto all’obiezione di coscienza; in caso contrario, il rischio della manipolazione c’è sempre.

In altri termini, la formazione non può prescindere dal rispetto totale dell’educando, [...] incentivandone l’elaborazione originale e lasciando sempre più gli spazi di autogestione man mano che la persona matura […]».

V’invitiamo alla lettura dell’articolo del Prof. Carcione, cliccando qui.

By Daniele D'Agostino, copyright © DeUniverso 2016.