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Dagli Appennini alle Lande di Giovanni Fontana

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Vi presentiamo quest’oggi un contributo di Giovanni Fontana, noto poeta, teorico della poesia epigenetica e performer a livello internazionale, che si cimenta, nella sua poliedrica figura di studioso e cultore del sapere umano, con i risultati di una ricerca storica sulle condizioni dei “Monelli” nelle migrazioni interne del centro Italia tra Ottocento e Novecento.

Con questo saggio, l’autore apre uno spaccato sulla vita di quei ciociari che, a cavallo tra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo, migravano dagli Appennini verso le terre paludose dell’Agro Pontino e tra sacrifici e privazioni, per garantirsi un pezzo di pane nelle stagioni invernali, spesso incontravano i dolori di un morbo sconosciuto ma violento e spietato: la malaria. E molti, ahimè, morivano.

Il contributo di Fontana, oltre ad essere un originale lavoro sul piano storico, diventa anche una riflessione amara che aiuta a comprendere quanti, oggi, richiamando il folclore popolare, sogliono vestirsi, suonare e ballare come i propri avi “fingendo” di celebrare un’epoca d’oro mai esistita. L’evocazione dei nostri giorni con danze e tamburelli richiamano in realtà in modo sbiadito un’epoca di sfruttati e sfruttatori. È lo stesso Giovanni Fontana a dirlo nel suo scritto:

«Il viaggio costituiva un momento fondamentale nella vita di questa gente semplice e remissiva, da secoli costretta nell’ignoranza e abituata ad obbedire senza discutere, che non riusciva ad inquadrare le mire speculative dei potenti (cui la volontà divina aveva assegnato, chissà perché, autorità e diritti superiori identificabili in una differente tonalità ematica!), né a scorgere con chiarezza i segni del proprio sfruttamento. Rappresentava la speranza di una vita migliore. Simboleggiava il riscatto dalla più oscura miseria. Per questo avveniva sempre in cortei festosi. ‘E si formavano così lunghe schiere, costituita ognuna da un centinaio di uomini, di donne e fanciulli, che marciavano per due o tre giorni, al suono di pifferi e dei tamburi’»

Il suono della musica e la foga della danza richiama alla memoria sbiadita ed intorbidita dell’uomo di oggi una crudele verità: «far buon viso al malanno e correggere colla giocondità le sventure».

 

Leopold Robert Arrivée des Maisonneurs dans les Marais Pontins 600x400

Dipinto di Léopold Robert (La Chaux-de-Fonds, Neuchatel 1794 – Venezia 1835),
gravure da Arrivée des Moissonneurs dans les Marais Pontins, 1830.

Oggi, molti ciociari hanno una particolare anomalia genetica del sangue: la microcitemia. È il segno scritto nella propria natura di un’epoca di sfruttamento: un ammonimento di chi si dimentica che oggi come all’ora esistono sfruttati e sfruttatori. Può apparire dura questa espressione tuttavia, a nostro avviso, è vera e la memoria corta dell’uomo non può cancellare del tutto.

Il breve saggio di Giovanni Fontana assume il gusto, non semplicemente di una ricostruzione storica, bensì di un invito a riflettere sull’attualità del nostro tempo.

Potete leggere l’intero articolo scaricando il file in formato pdf.

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